La storia del caffè, ricorda per molti versi quella del tè. Ad incominciare dai suoi primi utilizzi: narra la leggenda che in un non precisato ordine sufi nel xv secolo, questa infusione veniva utilizzata dagli aderenti al movimento per poter danzare, pregare e recitare mantra tutta la notte. Lo stesso facevano i monaci buddhisti all’interno dei loro monasteri con le foglie di tè.
Due piante con radici profonde e spirituali.

pianta caffè

Oggi la storia è un po’ diversa. In Italia, si dice, il caffè è un’arte.
L’arte di bere il caffè o di prepararlo. In realtà sono portato a credere che sia un’affermazione che si basi più su un “fatto sociale” che su una cultura vera e propria.  La cultura vera e propria dovrebbe essere formata da una serie di informazioni su origini della pianta, fasi di lavorazione e cose del genere.
In realtà in Italia tutti beviamo il caffè ma la maggior parte di noi ignora quello che ci stiamo bevendo.
Il caffè che troviamo al supermercato è un prodotto fatto di miscele di diversi tipi di caffè, blend, creati dalle torrefazioni che miscelano diversi tipi di chicchi secondo il gusto che vogliono raggiungere.
Ma per sviluppare un gusto critico, e capirne un po’ di più, assaggiare sempre blend non aiuta. Sarebbe bene invece iniziare a bere caffè provenienti da una singola piantagione, e compararli con altri, sempre mono coltivi, per sentire differenze di acidità, intensità, dolcezza etc. Oltre a conoscere un po’ di storia, origini e consumo attuale.
Per esempio è curioso sapere che il record di consumo annuo pro capite di caffè oggi è detenuto da Finlandia (12kg) Norvegia (9,6kg) e Danimarca (8,9kg). L’Italia la troviamo molto più in basso con 5,7kg (fonte OIFB).
Quindi non siamo quelli che bevono più caffè e non è detto che lo beviamo nella maniera più corretta. Siamo conosciuti per il nostro “Espresso”, in realtà il resto del mondo beve il caffè in maniera diversa: cioè in infusione, anzi sarebbe più giusto dire: per percolazione. Come se fosse una tisana. In questo modo si raggiungono temperature più basse che nella moka, e la polvere può rilasciare meglio le sue sfumature di gusto altrimenti “bruciate”.
Terza Luna ha iniziato a proporre da circa un anno dei mono coltivi di alta qualità:
Per esempio il Pang Khon, caffè thailandese raccolto negli omonimi villaggi ad una altitudine compresa tra 1300 e 1500mt dalla cooperativa locale. La varietà raccolta è la Arabica. Il gusto in tazza è abbastanza intenso con una sfumatura acida e fruttata.
O il Turquino, caffè proveniente da Cuba, raccolta manuale effettuata tra 400 e 600mt. Gusto equilibrato con note più delicate e meno intense rispetto al Pang Khon. Il Turquino risulta essere un caffè più equilibrato che lascia spazio a note di cioccolato abbastanza nette.

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