I semi come molti già sapranno sono un ottimo compendio per la nostra vita alimentare, sono ricchi di vitamine, proteine, oligoelementi e quant’altro. D’altronde cose ci si aspetta da quella parte dalla quale nascera un’intera pianta o addirittura un’albero?
Un’unica accortezza: non tostarli. Sappiamo che sono più buoni così ma il processo di tostatura porta a cambiare i grassi presenti trasformandoli da insaturi a saturi, anche conosciuti come grassi trans. Un acido grasso trans o informalmente grasso trans è un acido grasso insaturo, cioè contenente uno o più doppi legami di isomeria trans tra due atomi di carbonio.
Inutile dirvi che qui a Terza Luna potete trovare tutti i semi che volete: zucca, girasole, sesamo, papavero e pure i semi di psillio (che centrano poco perchè sono lassativi….ma sempre semi sono)
Ma torniamo a noi; citiamo un articolo di qualche tempo fa di Terra Nuova
Da sempre utilizzati in Sicilia, l’unica regione italiana dove vengono ancor oggi coltivati, per aromatizzare e guarnire il pane, i semi di sesamo, sono forse i meno conosciuti tra i semi oleosi.

In alimentazione naturale, vengono utilizzati sia interi, leggermente tostati, per guarnire le pietanze, sia finemente macinati e mescolati con il sale (gomasio) come condimento.

Il sesamo è caratterizzato da un elevato contenuto di proteine (18,7%), grassi (53,5%) e carboidrati (15,6%), elementi che conferiscono a questo seme un potere calorico di tutto rispetto (595 kcal).

Anche la dotazione di sali minerali risulta superiore alla media degli altri semi oleosi, grazie al contenuto record di calcio (815 mg), fosforo (477 mg), magnesio (815 mg) e ferro (20,1 mg). Assai interessante appare anche la dotazione di vitamina B1 (0,92 mg), B2 (0,47 mg) e PP (6,9 mg).

Ti piace il sesamo? Scoprine di più in questo articolo!

Unico inconveniente di questo prezioso seme oleoso è rappresentato dalla presenza di sesamolo, una sostanza potenzialmente cancerogena che forma durante il processo di tostatura. Per ridurre al minimo la sua presenza è però sufficiente effettuate una tostatura assai leggera, in modo da evitare la formazione di sostanze tossiche. Insieme alle mandorle, i semi di girasole costituiscono il frutto oleoso dotato di minore potere calorico (557 kcal), grazie al bassissimo tenore di grassi (45,6 %), inferiore a quello di qualsiasi altro seme oleoso.

Elevato risulta invece il contenuto di proteine (20-28%) e di carboidrati (23,5%). Ciò che distingue i semi di girasole da altri alimenti dello stesso gruppo è il ricchissimo patrimonio vitaminico, uno dei più elevati del mondo vegetale. In particolare nei semi di girasole troviamo la rarissima vitamina B12 (4 mcg), pressoché assente negli altri alimenti di origine vegetale, e un contenuto record di vitamina B1 (1,36-2,2 mg), il più elevato in assoluto tra tutti gli alimenti. Buoni anche i valori di vitamina A (40 mcg), D (22 mcg), E (31 mg) e PP (3,3 mg).

I semi di girasole si distinguono anche per il ricco tenore di sali minerali inferiore solo a quello del sesamo. Numerose ricerche hanno evidenziato nei semi di girasole una cospicua presenza di acido clorogenico, in grado di inibire l’attività della tripsina e dell’arginasi e quindi l’assimilazione delle proteine e delle vitamine, ma come altri inibitori degli enzimi digestivi, l’acido clorogenico svolge anche una preziosa azione di protezione dell’organismo sia come antibatterico e antinfettivo, sia come agente antitumorale e antimutageno.

Una segnalazione meritano anche i semi di zucca, da sempre considerati tra i semi oleosi i “parenti poveri” del gruppo. Eppure si tratta di alimenti dotati di un contenuto di proteine (18,7%), carboidrati (24 %) e grassi (50,5 %) di tutto riguardo. Elevato risulta anche il contenuto di sali minerali tra cui spicca il ferro (8,9 mg), lo zinco e il fosforo.

In particolare, i semi di zucca decorticati, risultano ricchi di cucurbitina che oltre a svolgere un’efficace azione vermifuga, specialmente nei confronti della tenia, secondo alcuni ricercatori (Pedretti, Debuigne) svolgerebbe un’utile azione anticancerosa nei confronti dell’ipertrofia della prostata.