Avete mai sentito parlare della spagyria?

Spagirica è il nome che Paracelso diede alla sua dottrina medica, basata sull’alchimia, sullo studio della natura e dei fenomeni biologici e sull’uso terapeutico di prodotti “chimici”.

Il termine deriverebbe dalle due operazioni della pratica alchemica: separare e assemblare (dal greco spao e ageiro).

Come spiegano Paracelso e molti altri, si tratta di estrarre con diversi metodi dei principi attivi di tutta una pianta, raggiungendo così diverse frazioni che alla fine vanno di nuovo congiunte, concentrate, depurate e potenziate.

La preparazione consisteva normalmente in operazioni di “divisione” e poi di “ricongiungimento”.

Le operazioni “separative” consistevano essenzialmente in:

  • distillazione e separazione degli olii essenziali;
  • fermentazione del rimanente con lievito e zuccheri;
  • distillazione dell’alcol così preparato;
  • distillazione dell’acqua;
  • sublimazione del resto a secco per estrarre gli alcaloidi rimanenti;
  • distillazione di catrami;
  • incenerimento dei resti;
  • estrazione dalla cenere dei sali solubili e loro condensazione.

Secondo il rimedio da preparare seguivano operazioni variabili per “riamalgamare” più o meno delle frazioni raggiunte.

I prodotti spagyrici sono, dunque, molto più elaborati di un qualsiasi prodotto; le piante, una volta raccolte, vengono sottoposte al delicato periodo della macerazione nella nostra serra, in un ambiente in cui la luce, l’umidità e la temperatura sono ottimali per l’estrazione “spagyrica”, cioè per l’estrazione equilibrata ed armonica di tutte le sostanze attive della pianta, che vanno a costituire “l’essenza del fitocomlpesso”.
I risultati permettono di rilevare la natura, la qualità energetica ed i fattori di forza, presenti nei prodotti, svelando la matrice “morfogenetica” dello stesso.

I risultati dipendono dal grado di integrità e di naturalità di una sostanza, in stretta relazione con il sistema di produzione, di trasformazione e di condizionamento adottati per tutta la sua filiera produttiva, con l’ausilio di raggi solari e lunari, in modo che l’aspetto biofisico sia conservato ed esaltato e, nel contempo, crei analogia con le proprietà biochimiche dell’individuo.

FASI DI PREPARAZIONE DELLE TINTURE MADRI

  • Dopo l’aggiunta, in una prima fase di alcool etilico di vino spagyrico e vino rosso in giuste proporzioni alla pianta fresca, la stessa viene posta a macerare per 28 giorni in una damigiana in serra.
  • Dopo tale periodo i residui della pianta vengono tolti dalla soluzione e subiscono una prima fase di torchiatura che permette di rompere le fibre vegetali e liberare gli elementi funzionali ancora intrappolati nella pianta.
  • Dopo la torchiatura tali residui vengono inceneriti, permettendo di ottenere ceneri ancora ricche di piccolissime concentrazionidi principio attivo, elementi funzionali della pianta e sali minerali.
  • I sali vengono aggiunti e disciolti nella soluzione ottenuta dalla macerazione, sulla damigiana si capovolge un’altra damigiana delle stesse dimensioni in modo che le imboccature delle stesse coincidano perfettamente per essere sigillate con il luto. La doppia damigiana ottenuta viene riportata in serra per altri 12 giorni per ricominciare “il microcosmo estrattivo di circolazione”.
    Al termine di questi 12 giorni il luto si spaccherà da solo e la tintura madre sarà pronta.

Erbe Nobili è la ditta che segue tutto questo processo per fornirci delle tinture e gemmo derivati di singole piante o di complessi di piante. Abbiamo avuto modo di sperimentare in questo anno e mezzo di Terza Luna come il loro prodotti valgano veramente, attraverso il feed back positivo dei nostri clienti.
Ultimamente Erbe Nobili ha ottenuto importanti riconoscimenti anche da parte del mondo accademico; citiamo di seguito le ananlisi dell’Università di Bari sui prodotti “Propoli” e “Prop gola”.

Riportiamo alcune delle tinture e composti di piante che potete trovare al nostro negozio:

  • Abies Pectinata, per la ricalcificazione delle ossa
  • Aglio, per regolare la circolazione
  • Artiglio del diavolo, contro tutte le infiammazioni
  • Bardana, dona la lucentezza alla pelle e depura
  • Linfa di betulla, ottimo drenante
  • Biancospino, per chi soffre di cuore
  • Cardo mariano, depurativo del fegato
  • Echinacea, rafforza le difese immunitarie
  • Propoli, per le infiammazioni del cavo orale
  • Spaccapietra, per l’eliminazione di pietre nei reni

Non staremo ad elencare tutti i prodotti disponibili, potete dare un occhiata al sito che spiega bene effetti e composizioni.

Di seguito trovate lo studio dell’Università di Bari

UNIBA PROPOLI e PROPGOLA