Quanti modi di fare il caffè esistono? Quali sono le sue origini?

Un tuffo nella storia di una delle bevande più consumate al mondo

L’ inebriante profumo, l’aroma inconfondibile, lungo, ristretto, macchiato, caldo, freddo, tante sono le caratteristiche del caffè e le modalità di berlo. Chi lo adora sa che il caffè è un must della propria quotidianità e che una pausa non è tale senza di esso.

Ma dove nasce? Qual è la sua storia? Scopriamolo insieme!

La pianta del caffè appartiene al genere Coffea, della famiglia delle Rubiacee; dai semi di questa pianta, opportunamente tostati e macinati, si ottiene la bevanda più conosciuta a consumata al mondo: il caffè.

Le origini del caffè non sono note, leggende e racconti ci conducono nell’affascinante mondo di questa bevanda. Il termine caffè deriva dalla parola araba “qahwa”, che in origine identificava una bevanda prodotta dal succo estratto da alcuni semi, che provocava effetti eccitanti e stimolanti, da qui anche il nome di ‘vino d’Arabia’.

Tra le tante storie legate all’origine del caffè, si narra che dei monaci in Etiopia (in particolare a Caffa), intorno all’anno 850 d.C., scoprirono le bacche del caffè perché venivano mangiate dalle capre. Decisero, così, di raccogliere le bacche per ricavarne un decotto che li teneva svegli durante le loro preghiere notturne.

Da quelle terre, tra il XIII e il XIV secolo, gli etiopi portarono il caffè nello Yemen durante le loro campagne militari. Qui le piantine trovarono terreno fertile e prosperarono nei giardini e nelle terrazze, per proseguire il loro cammino verso nord lungo la costa orientale del Mar Rosso fino alla Mecca e Medina (Arabia), dove già alla fine del XV secolo sorsero luoghi di degustazione del caffè e dove si adottarono anche tutti gli utensili utili alla sua preparazione.

Nel XVI secolo il caffè giunse poi fino a Costantinopoli, dove fu aperta la prima bottega del caffè. In Europa il caffè fu conosciuto solo dopo parecchi anni, importato successivamente al cacao e al tè. Venezia, grazie ai suoi rapporto con l’Oriente, fu la prima ad introdurre il caffè in Italia: le prime botteghe del caffè comparvero nel 1645.

Nel XVII secolo il caffè si diffuse in Inghilterra (nel 1663 si contavano già 80 coffeehouse, che diventarono ben 3000 nel 1715) e in Francia; da questo momento lo sviluppo di luoghi in cui si poteva consumare il caffè fu esponenziale tanto che, nel Settecento, ogni città d’Europa ne possedeva almeno uno.
In brevissimo tempo il caffè divenne un bene di consumo facilmente reperibile, amato prima da nobili e intellettuali, poi anche dalla gente comune. Così, finalmente, caddero i pregiudizi legati a questa bevanda come quelli, ad esempio, perpetuati dalla Chiesa che, ricorrentemente, tacciava il caffè come diabolico e “raddoppiatore dell’io” capace di rendere vigili, ma anche troppo loquaci e disinibiti, persino i caratteri più morigerati.

 

Curiosità sul caffè

Nel corso del tempo, in Italia, il caffè è stato protagonista in diversi ambiti dell’arte divenendo, pian piano, simbolo nazionale. E’ stato protagonista di commedie come nel ‘La bottega del caffè’ (1750) del commediografo veneziano Carlo Goldoni, di drammi come nel caso di ‘Il caffè di campagna’ dell’abate gesuita e scrittore Pietro Chiari, di canzoni dove veniva esaltata la tazzulella ’e cafè.

Fin dal ’700 a Napoli si affermò una variante al caffè turco. Invece di cuocere la polvere dei chicchi macinati, come si fa ancora oggi in Turchia e Nord Africa, stemperandola in acqua in un bricco di rame poggiato su braci o sabbia calda, si diffuse la cottura “napoletana”: con il filtraggio dell’acqua bollente, fatta colare dall’alto attraverso la polvere di caffè.
Nel 1902, a Milano, nacque invece l’espresso, grazie all’invenzione dell’ingegner Luigi Bezzera: una macchina che sfruttava l’alta pressione per filtrare il macinato. Nella moka, infine, messa a punto dall’imprenditore Alfonso Bialetti nel 1933, l’acqua portata a ebollizione sale dal basso.

Origini e varietà di caffè

Caffè monorigine o puri

I caffè monorigine, anche detti puri, vengono definiti così perché provengono da una singola piantagione; ogni caffè monorigine è diverso dall’altro grazie alle sue caratteristiche uniche. Questo tipo di caffè ha un gusto decisamente più accentuato dei caffè aromatizzati, dal più acido, al più dolce, passando per quelli con note di spezie o fruttate. Queste qualità sono selezionate accuratamente in tutto il mondo, provengono da singole piantagioni che mantengono nel tempo caratteristiche ben definite e inimitabili, permettendo la produzione di caffè torrefatti unici e sempre riconoscibili, adatti ai veri intenditori.

Le varietà di caffè arabica e robusta

Il genere Coffea comprende oltre 100 specie ma, commercialmente, le varietà di caffè vengono proposte in due tipologie principali: l’arabica (Coffea arabica) e la robusta (Coffea canephora). La Coffea arabica è una pianta più delicata, che cresce a quote più elevate e garantisce una resistenza inferiore rispetto alla varietà Coffea canephora, detta Robusta proprio per le sue caratteristiche di maggior vigore e per la presenza, quasi doppia, di caffeina. Esistono Arabica di prima scelta, raccolti a mano, selezionati, ottimi, come ce ne sono altri, che sono qualitativamente peggiori perché derivano da ciliegie di caffè raccolte da terra, troppo mature o quasi marcescenti, o comunque da chicchi non selezionati.

Coffea Liberica e altre varietà rare

Un’altra specie, la Coffea Liberica, viene coltivata su larga scala ma in quantità molto inferiori alle prime due. Una decina di specie di caffè vengono coltivate localmente e sono quindi poco conosciute ad esempio la Coffea stenophylla, originaria dell’Africa occidentale, la Coffea mauritiana e laCoffea racemosa, originaria del Mozambico. Anche la Coffea Excelsa, specie molto resistente alla siccità e alle malattie, è abbastanza diffusa, i suoi chicchi hanno una resa molto elevata e donano al caffè un sapore molto simile a quello della Coffea Arabica.

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Preparazione del caffè: quanti modi di prepararlo!

Le modalità di preparazione del caffè sono molteplici e si possono distinguere tra quelle ‘di macerazione’ e quelle ‘per percolazione’. La prima tipologia consiste nel contatto prolungato della polvere di caffè con acqua, come il caffè ad infusione o alla turca; nella seconda invece l’acqua attraversa la polvere di caffè per poi raccogliersi in un altro contenitore, questo è il caso del caffè alla napoletana, dell’espresso o quello preparato con la moka. Vediamo in cosa consistono.

Preparazione ad infusione

Ad infusione: è un antico metodo adottato in Francia per la prima volta nel 1771.
Si porta l’acqua ad ebollizione e, una volta tolta dal fuoco,  la si unisce alla polvere di caffè che dovrà stare in infusione per circa 5 minuti. Successivamente il caffè ottenuto viene versato nelle tazze facendolo passare attraverso un filtro. Una variante di questo metodo è il French press, la differenza riguarda il contenitore di preparazione che è composto da un filtro dello stesso diametro della caffettiera unito da un’asta al coperchio: una volta pronto il caffè, la rete metallica spinge sul fondo la polvere esausta.

Preparazione caffè alla turca

Alla turca: il caffè viene preparato per tradizione in una caffettiera in rame, la polvere viene unita all’acqua e portata ad ebollizione. Può essere bevuto sia con la polvere in sospensione oppure viene fatto riposare per qualche minuto in modo da far depositare il residuo sul fondo.

Preparazione alla napoletana

Alla napoletana: è un metodo di preparazione che si avvale di una particolare caffettiera a due contenitori sovrapposti con un filtro pieno di caffè nel mezzo. La caffettiera viene posizionata sul fornello dalla parte del contenitore pieno di acqua fino ad ebollizione, successivamente la caffettiera viene capovolta e l’acqua cade nel contenitore sottostante attraversando la polvere di caffè.

Preparazione caffè con Moka

Moka: tipicamente italiano e considerato l’evoluzione della preparazione alla napoletana. Per prepararlo viene usata una caffettiera composta da un contenitore inferiore contenente l’acqua, al di sopra di esso si trova un filtro nel quale viene posato il caffè macinato. Si chiude il tutto con un secondo contenitore che ha anche il compito di raccogliere la bevanda pronta.  Il caffè viene attraversato dall’acqua grazie alla spinta della pressione generata dal vapore del bollitore inferiore e raccolto in quello superiore, si otterrà così una tazza dal sapore forte e dall’aroma intenso. CONSIGLIO: Se l’acqua che utilizzate è già bollente, otterrete il caffè più celermente ed eviterete che possa risultare bruciato!

Preparazione Espresso

Espresso: forse il metodo che sfrutta maggiormente le potenzialità della polvere. La pressione in questo caso è molto alta e permette di estrarre sia le sostanze solubili, responsabili del gusto, sia oli essenziali che donano grande aroma e colloidi, che garantiscono un buon corpo al caffè.

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I nuovi modi di preparare il caffè

Per non parlare dei nuovi trends e dei metodi di estrazione come v60, sifone e aeropress. Scopriamoli insieme.

Preparazione caffè con V60

V60 coffee dripper: Per alcuni “coffee lover” il caffè estratto con il V60 è sinonimo di bella abitudine, per altri di una gran voglia di conoscere meglio questa tecnica. Per Dripper (letteralmente gocciolatore) si intende il sistema che usa il metodo di filtraggio a caduta: il drip, tronco di cono scanalato internamente e forato sulla base, viene posizionato sulla tazza in cui andremo poi a raccogliere il caffè. All’interno del drop viene posizionato un cono in carta alimentare che fungerà da filtro; a parte si scalda sufficiente acqua fino a una temperatura (circa 90/94°).
Come prima cosa si bagna leggermente il filtro per eliminare ogni eventuale traccia di odore di carta, si aggiunge la dose di polvere di caffè (rapporto caffè macinato/acqua – 60gr per litro) e si bagna gradualmente la polvere, per idratarla, con un quarto dell’acqua, consentendo così una preinfusione (anche di 30-40 minuti) Quando questa sarà gocciolata nella tazza si aggiunge tutta la rimanente acqua e si attende il completo passaggio del caffè (infusione di 2-3 minuti).

Preparazione con sifone

Sifone: fu inventato nel lontano 1830 dal tedesco Loeff ma venne sostituito dalle macchine per il caffè elettriche negli anni ’50. Pochi hanno continuato ad usare questo metodo che però ora sta tornando in voga, specialmente in Giappone.

Il sifone è composto da un bruciatore ed una struttura in metallo che tiene le due caraffe ed il filtro (in metallo, nylon o carta) in cui viene preparato il caffè.

Si inizia facendo bollire l’acqua nella caraffa in basso che deve essere però inserita già calda, poi si posiziona l’altra caraffa sopra aggiungendoci il caffè macinato monorigine. Quando l’acqua inizierà a salire si mescola subito con una spatola in bambù per un minuto in modo che il caffè assorba l’acqua più uniformemente.

Secondo la scuola giapponese bisogna poi mescolarlo una seconda volta in modo che il caffè crei degli strati sopra il filtro, creando così un doppio filtraggio. Il caffè con sifone infatti, è famoso per il suo gusto pulito e puro. Quando tutta l’acqua è salita si toglie la fiamma e il caffè inizia a scendere nella caraffa sottostante grazie alla pressione e la forza della gravità.

Caffè con Aeropress

Aeropress: simile a quello utilizzato per la French press ma con alcune caratteristiche innovative perché sviluppato sull’utilizzo di due cilindrici cavi concentrici. Dovrete inserire la polvere di caffè nel cilindro superiore e aggiungere l’acqua ad una temperatura compresa tra i 78 e gli 85° C, mescolare delicatamente e chiudere con l’apposito coperchio forato su cui si appone un ulteriore filtro in carta alimentare. Dovrete, poi, capovolgere e far combaciare il coperchio con la tazza in cui si andrà a raccogliere il caffè e, quindi, procedere con una pressione decisa, regolare e costante. Per la macinatura, potrete scegliere quella che preferite in base al caffè desiderato: tanto più è fine è la grana, tanto più forte è il caffè che ne deriva.

Preparazione caffè con infusione a freddo o Cold Brew

Come dicevamo il caffè può essere consumato in molti modi e aromatizzato con gusti diversi. Da Terza Luna potrai trovare una vasta gamma di caffè provenienti da tutto il mondo e attentamente selezionati, caffè monorigine, caffè bio, caffè aromatizzati e accessori per caffè.
Per la stagione estiva abbiamo pensato che l’appuntamento con la versione fredda sia un’usanza irrinunciabile. Molte sono le varianti per le quali potrete optare: da quello shakerato a quello più goloso con, ad esempio, l’aggiunta di panna.

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Preparazioni e Ricette di Caffè Particolari

Noi di Terza Luna abbiamo pensato di proporvi una ricetta facile, gustosa e light!

Un gustoso Cold Brew Coffee

Ingredienti: 1 litro d’acqua e 16 gr di caffe macinato. Macinatura per filtro (più larga di quella normale)

Preparazione: Lasciare in posa per 4 ore in frigo e filtrare. E’ possibile sostituire l’acqua con acqua tonica che renderà il caffè ancora più gustoso!

Ma il caffè si sa è perfetto in ogni occasione, quindi perché non gustare un cocktail fresco a base di caffè magari sul mare?!

Espresso Martini

Ingredienti: 5 cl Vodka, 5 cl Sciroppo di zucchero, 1 cl Kahlua, 1 Espresso ristretto

Preparazione: Versate tutti gli ingredienti e il ghiaccio, shakerate e filtrate direttamente in una coppa cocktail ben fredda.

Coffee Old Fashioned

Ingredienti: Ghiaccio (tanto ghiaccio) e (in proporzione) 3 cucchiai di Bourobon, 2 cucchiai di liquore al caffè*, 2 gocce di Angostura, una spruzzata di soda, 1 fetta di arancia per decorare.

Procedimento: riempire lo shacker con ghiaccio, bourbon, liquore al caffè e soda. Agitare bene per rinfrescare gli ingredienti, versare in bicchiere (rocks glass), con dei cubetti di ghiaccio. Aggiungere le gocce di angostura e completare con la fetta di arancia.

*Liquore al caffè: potrete utilizzare quello che più vi aggrada o realizzarlo così:

Caffè della moka o espresso

Ingredienti: 450 g, Zucchero 450 gr, Alcol puro 250 g

Preparazione: Una volta preparato il caffè, versatelo in un tegame dai bordi alti, aggiungete lo zucchero e accendete il fuoco molto basso per farlo sciogliere. Quando lo zucchero sarà totalmente sciolto, versate il composto in una ciotolina a raffreddare; quando sarà freddo, aggiungete l’alcol e mescolatelo con accuratezza agli altri ingredienti. Infine distribuite il liquore al caffè in bottiglie di vetro nuove o comunque ben lavate e chiudete bene le bottiglie, in modo tale che non entri aria. Lasciate riposare il liquore al caffè nelle bottiglie almeno 2 settimane prima di consumarlo.

 

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