A.I.Di.Bio. – Accademia Italiana Discipline Bionaturali in collaborazione con il Centro URASENKE di Roma
affiliato alla URASENKE FOUNDATION di KYOTO e TERZA LUNA – BARI (Te, Tisane e Spezie – www.terzaluna.com)Ti invita a partecipare al:

cha nou yu“CORSO di INTRODUZIONE alla CERIMONIA del TE’ – CHA NO YU”.Il Corso ha la durata di una giornata e potrà essere seguito nelle date di sabato 8 dicembre o domenica 9 dicembre 2012 con i seguenti orari : 10.00-13.00 e 16.00 – 19.00

La Cerimonia sarà condotta dalla Maestra del Te Emma Di Valerio e dalla sua assistente, entrambe allieve della Maestra del Te Michiko Nojiri.

Si consigliano Abti Comodi per la pratica e soprattutto CALZE BIANCHE

Il Costo del Corso è di 65 euro

X Info ed Iscrizioni potete contattare ENTRO IL 4 DICEMBRE i nostri numeri

080/9757670 – 3930382075 – 3204674462

o visitare il nostro sito: www.aidibio.it

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« Il cuore della Cerimonia del tè consiste nel preparare una deliziosa tazza di tè; disporre il carbone in modo che riscaldi l’acqua; sistemare i fiori come fossero nel giardino; in estate, proporre il freddo; in inverno, il caldo; fare tutto prima del tempo; preparare per la pioggia e dare a coloro con cui ti trovi ogni considerazione »
(Sen no Rikyū)
Cerimonia del tè, secondo lo stileRyaku-bon (略盆). Questo stile fu ideato da Tetchū Sōshitsu (鉄中宗室, il cui nome monastico era Ennōsai, 圓能斎, 1872-1924), XIII iemoto (家元) del lignaggio Urasenke (裏千家), e consiste in una forma semplificata della Cerimonia. L’ospite è nella classica posizione inginocchiata, denominata seiza (正座).
Ro (爐), la fossa quadrata dove è posto il kama (釜), il bollitore dell’acqua, per la Cerimonia invernale, denominata per l’appunto Ro e praticata dal mese di novembre a quello di aprile.
Il Cha no yu (茶の湯, “acqua calda per il tè”), conosciuto in Occidente anche come Cerimonia del tè, è un rito sociale e spirituale praticato in Giappone, indicato anche come Chadō o Sadō, (茶道, “Via del tè”).
È una delle arti tradizionali zen più note. Codificata in maniera definitiva alla fine del XVI secolo dal monaco buddhista zen Sen no Rikyū (千利休, 1522-1591), maestro del tè di Oda Nobunaga (織田信長, 1534-1582) e successivamente di Toyotomi Hideyoshi (豊臣秀吉, 1536-1598). Il Cha no yu di Sen no Rikyū riprende la tradizione fondata dai monaci zen Murata Shukō (村田珠光, 1423-1502) e Takeno Jōō (武野紹鴎, 1502-1555). La Cerimonia si basa sulla concezione del wabi-cha (侘茶). Questa cerimonia e pratica spirituale può essere svolta secondo stili diversi ed in forme diverse. A seconda delle stagioni cambia la collocazione del bollitore (釜 kama): in autunno e inverno è posto in una buca di forma quadrata (爐, ro, fornace), ricavata in uno dei tatami (畳) che formano il pavimento. In primavera ed estate in un braciere (furo, 風爐) appoggiato sul tatami.
La forma più complessa e lunga (茶事, chaji) consiste in un pasto in stile kaiseki (懐石), nel servizio di tè denso (濃茶, koicha) e in quello di tè leggero (薄茶, usucha)[1]. In tutti i casi si usa, in varie quantità, il matcha (抹茶), tè verde polverizzato, che viene mescolato all’acqua calda con l’apposito frullino di bambù (茶筅, chasen).
Quindi la bevanda che ne risulta non è un’infusione ma una sospensione: la polvere di tè viene cioè consumata insieme all’acqua. Per questo motivo e per il fatto che il matcha viene prodotto utilizzando germogli terminali della pianta, la bevanda ha un effetto notevolmente eccitante. Infatti veniva e viene ancora utilizzata dai monaci zen per rimanere svegli durante le pratiche meditative (zazen, 坐禅).
Il tè leggero usucha, a seguito dello sbattimento dell’acqua col frullino durante la preparazione, si ricopre di una sottile schiuma di una tonalità particolarmente piacevole e che si intona con i colori della tazza.