Impossibile pensare al continente indiano senza sentirne gli invantevoli odori. Il binomio India e spezie è indissolubile, proprio come la presenza dei caratteristici odori di cumino, cannella, curcuma o curry mentre si passeggia tra i negozietti dei bazar indiani. Si racconta che gli stessi colonnizzatori siano riusciti a raggiungere le coste del continente indiano, proprio richiamati dall’odore delle spezie indiane che si diffondevano per tutto l’oceano. Le spezie indiane sono la base della cucina dell’India e ampiamente diffuse anche per le proprietà curative, attraverso la medicina ayuredica, ovvero una medicina considerata in Occidente “non convenzionale”, ma in India assume un valore ben più importante della medicina tradizionale. Fondamento di questa medicina, nella quale si fa ampio uso di spezie indiane, è la consapevolezza che attraverso uno specifico stile di vita ed un’adeguata alimentazione è assolutamente possibile vivere più a lungo.

A noi le spezie indiane sono sempre piaciute, perchè arricchiscono il palato ed anche la mente, pertanto speriamo che qualche notizia su utilizzo e qualche curiosità sulla storia di queste spezie indiane sia cosa gradita per i nostri amati lettori. Inizieremo questa carrellata sulle spezie indiane partendo da quelle che sono maggiormente diffuse anche in Italia, in maniera che tutti possiate appassionarvi e perchè no, utilizzarle con successo per arricchire i vostri piatti.

PEPE

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Quello che i romani già 400 anni prima della nascita di Cristo consideravano oro nero (altro che petrolio!!), al punto da utilizzarlo come merce di scambio per pagare il conquistatore Attila e farlo desistere dall’intenzione di radere Roma completamente al suolo. In India, attualmente si produce oltrè la metà del pepe coltivato nel Mondo. Il pepe è una delle spezie indiane che, assieme allo zafferano e al pepe lungo, formano secondo la medicina ayuredica il Trikatu, ideale per facilitare il metabolismo e migliorare il processio di digestione del cibo. Non a caso il pepe viene inserito spesso nelle diete dimagranti e utilizzato per contrastare l’obesità. A conferma dell’importanza di questa spezia indiana per l’intera economia della nazione basti pensare che a Cochin è ancora oggi presente la “Borsa delle spezie”, dove viene assegnato quotidianamente il prezzo del pepe, proprio come in Occidente quotiamo il nostro “oro nero” petrolio sul mercato di Wall Street. Dalla stessa pianta del pepe, ma seguendo processi di lavorazione differenti, si ottiene il pepe bianco e il pepe verde. Il pepe viene considerato una tra le spezie indiane più antiche e conosciuto in terra ellenica già dal IV secolo a. C., considerato che Ippocrate ne esaltava l’efficacia contro i dolori mestruali se usato in combinazione di aceto e miele.

CARDAMOMO

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I semi di questa spezia indiana sono molto gustosi e utilizzati come base per il curry. Va ricordato come prima dell’arrivo degli inglesi nella penisola indiana la pianta dell cardamomo nasceva selvaticamente ed è quindi soltanto dal XIX secolo dopo Cristo che si sono cominciate a realizzare le prime coltivazioni. Ampiamente utilizzato in cucina, il cardamomo è una spezia particolamente apprezzata anche in medicina. La polvere dei semi di questa spezia indiana, se bollita con il the, dicono possieda infatti qualità antidepressive. Esistono ben 2 tipologie di questa spezia indiana: il cardamomo nero, di dimensioni maggiori, che viene utilizzato per comporre il Garam Masala e particolarmente in voga nel nord dell’India per condire i cibi salati e insaporire lenticchie, verdure e carne. Ampiamente utilizzato se trattenuto un po’ in bocca e masticato, per migliorare l’alito e rinforzare le gengive.

CORIANDOLO

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La pianta del coriandolo, seppur molto simile per forma a quella del prezzemolo, ha un gusto completamente differente. Il coriandolo è una tra le spezie indiane dal sapore fresco e dolciastro più diffuse nelle cucine europee. Base portante del composto curry, il coriandolo viene essiccato e viene spesso utilizzato in polvere. Se utilizzato fresco, si preferisce aggiungerlo come condimento del soffritto, soltanto verso fine cottura, in maniera tale da non bruciarne le foglie e con esse il suo dolcissimo sapore. Nell’antichità Plinio il Vecchio ne suggeriva di depositare alcune semenzi nel letto, sotto il cuscino, per prevenire mal di testa. Questa spezia indiana è perfetta per contrastare l’inappetenza e per stimolare l’attività del cervello.

ZENZERO

Anche se può sembrare molto strano, bisogna sapere che lo zenzero-in-polverezenzero un tempo era la spezia più comune sulla tavola d’Europa. I romani ne erano completamente innamorati, al punto da riproporlo in numerosissimi piatti e da utilizzarlo con finalità curative. Ottimo digestivo e potente antivertigine, con la caduta dell’Impero romano, ha purtroppo perso questo ruolo centrale nelle cucine del vecchio continente. Per fortuna oggi questa tendenza sembra nuovamente cambiare e lo zenzero diventare una tra le spezie indiane più apprezzate per condire pesce fresco, ma anche zuppe, specie nei paesi del nord Europa. Ultimissima curiosità, in inghilterra è molto apprezzato nella realizzazione di ottimi biscotti al punto che, avete presente il biscottino di “marzapane” del noto caroon di Shrek??? Ebbene sì, tenetevi forti, in realtà è un Gingerman Bread, ovvero proprio un delizioso biscottino di zenzero.

 …segue parte 2…