Un tempo il suo consumo era notevole in Italia, dove era annoverato fra i prodotti coloniali provenienti dall’Eritrea che era allora colonia italiana. Il suo consumo è particolarmente forte in Egitto, dove viene consumato caldo (dal vago sapore agre) o freddo, per le forti capacità astringenti che aiutano a combattere la disidratazione e la sete.
Numerose sono le sue proprietà benefiche: ci sono vari studi che attestano la sua azione ipotensiva: riportiamo uno degli ultimi pubblicati su circulation che evidenzia come bevendo 3 tazze al giorno di infuso di ibisco per 6 settimane: rispetto al gruppo di controllo è stata riscontrata una riduzione della pressione sistolica media del 7,2%. In particolare, nei soggetti con alti valori di ipertensione la riduzione è arrivata al 13,2%.
I risultati concordano con l’esito, pubblicato recentemente sul Journal of human hypertension, dei test condotti su pazienti diabetici ipertesi da un team di ricercatori iraniani: secondo i dati emersi dallo studio, infatti, bere due tazze al giorno di infuso di ibisco ha comportato una consistente riduzione dei valori della pressione sistolica.
Le proprietà del karkadè appaiono quindi importantissime, soprattutto tenendo conto che è stato calcolato che la diminuzione della pressione sistolica, anche di soli 3 mm di Hg, è associata alla diminuzione del rischio di mortalità per ictus dell`8% e per patologie coronariche del 5%.
La bevanda non ha effetti collaterali a oggi riscontrati, e presenta un lungo elenco di caratteristiche salutari: è diuretica e digestiva, ha proprietàantisettiche per le vie urinarie, regolarizza la funzione epatica, è antinfiammatoria, lenitiva e vitaminizzante. Inoltre è molto dissetante e sotto forma di infuso ha anche leggere proprietà lassative.

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