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La nostra Tisana di Uva Ursina è composta da foglie in taglio tisana, dal gusto deciso, asciutto e leggermente astringente, tipico di questa pianta. Le foglie provengono da raccolta spontanea in Albania, dove l'uva ursina cresce naturalmente nelle zone montane. Un prodotto puro al 100%, senza aromi o ingredienti aggiunti, pensato per chi cerca l'infuso tradizionale di uva ursina in foglie sfuse.
Uva Ursina (Arctostaphylos uva-ursi (L.) Spreng.), foglie, 100%. Nessun aroma o ingrediente aggiunto.
L'Uva Ursina è un piccolo arbusto sempreverde della famiglia delle Ericaceae, la stessa del mirtillo e dell'erica. Ha un portamento strisciante, con fusti ramificati che raramente superano il metro di altezza, e foglie coriacee, di forma obovata, lucide sulla pagina superiore. In primavera produce piccoli fiori bianco-rosati riuniti in grappoli, a cui seguono bacche rosse dal sapore acidulo, molto apprezzate dalla fauna selvatica, in particolare dagli orsi: da qui deriva il nome della pianta. Cresce spontanea nelle zone montane e alpine dell'emisfero settentrionale, prediligendo terreni pietrosi e ben drenati.
Il nome "uva ursina" deriva dal latino "uva ursi", letteralmente "uva degli orsi", proprio per la ghiottoneria di questi animali verso le sue bacche; lo stesso significato si ritrova nel nome scientifico Arctostaphylos, dal greco "arktos" (orso) e "staphyle" (grappolo d'uva). La prima testimonianza scritta sull'uso di questa pianta risale al XIII secolo, in un erbario gallese noto come "I Medici di Myddfai"; fu poi descritta dal botanico fiammingo Carolus Clusius nel 1601. Nel Cinquecento lo scrittore e medico francese François Rabelais la cita nel suo Gargantua, raccontando di Pantagruel alle prese con un fastidio alle vie urinarie. Da allora l'uva ursina è rimasta una presenza costante nella tradizione erboristica europea legata al benessere del tratto urinario.
Le foglie di uva ursina vengono talvolta confuse con quelle del mirtillo rosso (Vaccinium vitis-idaea), un'altra pianta spesso associata al benessere delle vie urinarie: le due specie crescono in habitat simili e hanno foglie di forma paragonabile. Il modo più semplice per distinguerle è osservare la pagina inferiore della foglia: nell'uva ursina è reticolata, con nervature ben visibili, mentre nel mirtillo rosso è liscia. Anche il sapore differisce: l'uva ursina ha un gusto più marcatamente astringente e tannico rispetto al mirtillo rosso.
La tisana di uva ursina ha un sapore deciso, asciutto e tannico, con una nota di fondo amarognola: non è tra le tisane più morbide o aromatiche, ed è apprezzata soprattutto da chi ama i gusti vegetali netti. Il decotto, rispetto all'infuso rapido, tende a risultare ancora più intenso e astringente.
Nella tradizione erboristica europea, le foglie di uva ursina erano apprezzate per l’azione drenante e impiegate in presenza di cistite e infiammazioni delle vie urinarie. Il loro uso è documentato già in un erbario gallese del XIII secolo e si è poi consolidato nei secoli successivi. Nelle tisane vengono spesso abbinate a malva e gramigna, per un infuso più equilibrato.
L’interesse della ricerca si è concentrato soprattutto sull’arbutina, un composto caratteristico delle foglie che offre una possibile base biologica al loro impiego tradizionale. Gli studi disponibili non hanno tuttavia prodotto risultati conclusivi sull’efficacia dell’uva ursina nel trattamento di un’infezione urinaria già in corso.
Le informazioni riportate si riferiscono alla tradizione d’uso e agli studi sulla pianta in generale e non intendono attribuire proprietà terapeutiche al prodotto.
Le foglie di uva ursina si possono preparare sia in infuso sia in decotto: il decotto estrae una maggiore quantità di principi attivi, ma risulta anche più amaro rispetto all'infuso rapido.
Nella tradizione erboristica, l'uva ursina viene spesso abbinata ad altre erbe con un ruolo simile, come la malva o la gramigna, per ottenere infusi dal profilo più equilibrato e meno astringente.
Si consiglia di non superare le 2-3 tazze al giorno, e di non protrarre l'uso oltre alcune settimane consecutive (vedi le avvertenze più sotto).
Conservare in luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce diretta, preferibilmente in un contenitore ermetico. In queste condizioni le foglie di uva ursina mantengono inalterate le loro caratteristiche per diversi mesi.
L'uva ursina è una pianta pensata per un uso mirato, non prolungato nel tempo: è preferibile non superare poche settimane consecutive e non ripetere il trattamento troppe volte nell'arco dell'anno senza il parere di un erborista o di un medico. È sconsigliata in gravidanza, allattamento e nei bambini sotto i 12 anni, così come in presenza di patologie epatiche o renali. Chi assume regolarmente integratori di vitamina C dovrebbe sapere che potrebbero ridurne l'efficacia, acidificando le urine. Non è raro che le urine assumano una tonalità più scura, verso il bruno-verde: è un effetto noto e di per sé innocuo, legato ai principi attivi della pianta. In caso di sintomi di un'infezione delle vie urinarie, è sempre bene consultare un medico prima di affidarsi esclusivamente a rimedi naturali.
Terzaluna è un ecommerce specializzato in spezie, tisane e tè di alta qualità, selezionati con cura tra i migliori produttori di tutto il mondo. La nostra Tisana di Uva Ursina segue lo stesso principio: foglie pure al 100%, da raccolta spontanea in Albania, senza aromi o ingredienti aggiunti, per chi cerca l'infuso tradizionale nella sua forma più semplice.
La Tisana di Uva Ursina è disponibile online in tre formati, pronta per essere preparata in infuso o decotto. Spediamo in tutta Italia con imballaggi pensati per mantenere intatte le caratteristiche del prodotto fino all'apertura del pacco.
Ecco le risposte alle domande più comuni sulla tisana di uva ursina e sul suo utilizzo.
L'uva ursina è tradizionalmente associata al benessere delle vie urinarie, ma le ricerche scientifiche più recenti e rigorose non hanno confermato un'efficacia superiore al placebo nel trattare i sintomi di un'infezione in corso. In caso di sospetta cistite è sempre bene consultare un medico.
Viene tradizionalmente assunta per brevi periodi, non prolungati, e non troppo spesso nel corso dell'anno: è pensata come accompagnamento occasionale, non come trattamento continuativo.
È sconsigliata in gravidanza, allattamento e nei bambini sotto i 12 anni, oltre che in caso di patologie epatiche o renali. Non andrebbe usata per periodi prolungati.
In genere si consiglia di non superare le 2-3 tazze al giorno, per un periodo limitato di tempo.
I più comuni sono nausea o fastidio allo stomaco, soprattutto in caso di uso prolungato, e una colorazione più scura delle urine, verso il bruno-verde, che è un effetto innocuo. In caso di sintomi persistenti è bene interrompere l'uso e consultare un medico.
Le informazioni riportate in questa pagina hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere di un medico o di un professionista sanitario. Il prodotto non è un farmaco né un dispositivo medico.
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