Viaggio nel Deserto del Sahara alla scoperta di Tawesna

Viaggio nel Deserto del Sahara alla scoperta di Tawesna

“Il deserto è l ’ambiente dell a rivelazione, geneticamente e fisiologicamente alieno, sensorialmente austero, esteticamente astratto, storicamente nemico. [...] Le sue forme sono audaci e suggestive; la mente è sopraffatta da luce e spazio, dall a novità cinestetica dell’aridità.
[...] N el deserto gli uomini vi hanno cercato i valori spirituali e terapeutici del ritiro, non per fuggire
ma per trovare la realtà.”

PAUL SHEPARD, Man in the landscape: A historic view of the esthetics of nature

È nell’intimo silenzio, nel pacato isolamento dal mondo, che talvolta risiede la possibilità di raccogliere echi e riflessi di realtà. Il deserto, disegno di fugace solitudine e tacita attesa, è luogo di grazia, incontro e purificazione, come se davvero il fuoco che sale dalla terra avesse il potere di bruciare le brutture e smussare gli angoli dell’animo umano.

Tuttavia, anche nella desolazione e nella fissità del paesaggio possono trovarsi preziose oasi, spazi in cui si respiri vita: allo scandire di questi giorni autunnali, catturati dal fascino ancestrale e severo del deserto del Sahara, nel nostro cammino abbiamo incontrato occhi vividi e genuini, mani amiche pronte ad accoglierci.

Parliamo di Tawesna, incastonata nella valle di Ounila, nel piccolo villaggio berbero di Ait-Ben-Haddou, una sala da tè, eppure infinitamente di più. È sollievo dal fardello di un mondo ostile alla donna, emblema di liberazione e leggerezza, crocevia di modernità e conservazione delle tradizioni, frutto di un approccio sostenibile e solidale, volto allo sviluppo di ogni donna della comunità, di ogni singolo abitante del villaggio e di ogni straniero. In quest’arida regione del Marocco la natura è paradossalmente florida (vi crescono timo, rosmarino, alberi di fico, mandorlo,ulivo, vite) e per custodirla intatta, la terra viene lavorata con premura e rispetto. L’altruismo par essere la chiave per la trasmissione dell’eredità culturale e culinaria berbera, anche dinnanzi all’ ineluttabile divenire della Storia che ha provato ad oscurarne le tracce: come associazione, Tawesna – traduzione del termine berbero per ‘abilità’ - si pone di raggiungere le donne dei villaggi circostanti per insegnar loro l’arte dell’ospitalità, per offrire un posto di tranquillità, un’opportunità di emancipazione e realizzazione.

 

Il filo rosso che regge ed anima Tawesna è la volontà di condividere e creare momenti in cui chiunque possa scorgere il cuore delle tradizioni berbere. Tutto gravita attorno ad una tazza di tè, che mai è fine a se stessa: è, piuttosto, fulcro della vita sociale, espressione di generosità ed accoglienza, pazienza e forma, esperienza di momenti collettivi di piacere. Qui, carezzati dal tepore del sole e dalla cura di donne gentili, deliziati da proposte di prodotti tipici, può esser sorseggiato il tradizionale tè berbero, o tè Tuareg: un tè verde d’importazione cinese, cui vengono aggiunte erbe aromatiche, sopratutto menta, e quantità cospicue di zucchero. La cerimonia, ripetuta per tre volte, prevede che lo zucchero venga addizionato gradualmente, come ad indicare un concetto spirituale più profondo: “la prima infusione è amara come la vita, la seconda è dolce come l’amore, la terza è soave come la morte.”

Queste le parole di una delle umili donne di Tawesna: “il tè è la nostra gioia”.

Terza Luna Scritto da Terza Luna